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25/08/2020 alle 08:00[vc_row][vc_column][vc_custom_heading text=”Il fornitore svizzero di container e servizi logistici Swissterminal AG continua la sua lotta contro il previsto terminal ferroviario “Gateway Basel Nord”. Ha presentato un ricorso al Tribunale amministrativo federale contro la WEKO (Commissione della concorrenza). In esso si richiede l’accesso ai documenti pertinenti. Qui di seguito il comunicato stampa completo.” use_theme_fonts=”yes”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]
Comunicato stampa di Swissterminal nel testo originale:
Frenkendorf/Basilea, 20 agosto 2020: In relazione al controverso megaterminal Gateway Basel Nord (GBN), la Commissione della concorrenza WEKO continua a suscitare stupore. Prima approva un progetto che “può eliminare la concorrenza effettiva”. Successivamente, la WEKO nega ai soggetti interessati l’accesso ai documenti del procedimento. Infine, la WEKO ignora anche la raccomandazione del Commissario federale per la protezione dei dati e si pone quindi al di sopra della legge vigente. Per questo motivo, Swissterminal, un fornitore di servizi logistici integrati con sede principale a Frenkendorf vicino a Basilea, ora si rivolge al Tribunale amministrativo federale svizzero con un ricorso.
Nel giugno 2019, la WEKO ha sorpreso con la sua comunicazione, affermando di non avere obiezioni riguardo al progetto di fusione relativo al controverso progetto GBN. Sebbene il terminal previsto – secondo la WEKO – “possa eliminare la concorrenza effettiva nel carico di container, contenitori intercambiabili e rimorchi nel traffico di importazione ed esportazione”. Allo stesso tempo, però, il progetto migliorerebbe le condizioni di concorrenza nel trasporto di merci su rotaia (cosiddetti motivi di efficienza).
Tuttavia, la WEKO non ha specificato su quali basi sia giunta alla conclusione che il progetto GBN porterebbe a una maggiore concorrenza in altri settori. Ha anche taciuto riguardo a come dovrebbe avvenire il presunto miglioramento delle condizioni di concorrenza e quali effetti comporterebbe.
L’azienda svizzera Swissterminal, direttamente interessata dal progetto GBN, non ha avuto in nessun momento l’opportunità di esprimere la propria opinione riguardo all’aumento di efficienza sostenuto dai sostenitori del GBN. Questo è tanto più scioccante, poiché la WEKO ha giustificato la sua decisione molto discussa e criticata proprio e soltanto con questo argomento di efficienza.
Nessun esame approfondito
Swissterminal ha quindi tentato di ottenere l’accesso agli atti presentando un reclamo di vigilanza al Consiglio federale contro la WEKO. In particolare, Swissterminal ha sostenuto che la WEKO non ha esaminato in modo approfondito i presunti motivi di efficienza.
Con una risposta del 23 giugno 2020, il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca WBF, al quale è amministrativamente assegnata la WEKO, ha comunicato a Swissterminal che il reclamo contro la WEKO non sarebbe stato esaminato per motivi formali, poiché il reclamo mirava a una revisione sostanziale della decisione della WEKO.
Nessuna trasparenza
Anche questa risposta non è in grado di chiarire lo stupore diffuso riguardo alla WEKO e al suo comportamento attorno alla decisione sul GBN. Infatti, contrariamente a quanto affermato dal WBF, Swissterminal non richiedeva affatto una revisione sostanziale della decisione della WEKO. Si trattava piuttosto di verificare se la WEKO non avesse violato il proprio regolamento aziendale, approvando la fusione sulla base di criteri di efficienza, senza aver effettuato alcun approfondimento.
Questa critica rimane attuale.
Il disagio è ulteriormente accentuato dall’intransparenza cercata consapevolmente dalla WEKO attorno alla decisione. Inizialmente, ha negato a Swissterminal, che è esistenzialmente colpita dal progetto GBN, qualsiasi accesso ai documenti pertinenti. Successivamente, ha effettuato così tante oscuramenti e censure in alcuni documenti che ha fornito a Swissterminal su loro insistenza, che il significato e le affermazioni dei documenti in questione non sono stati chiari o sono risultati incompleti.
WEKO ignora il Commissario per la protezione dei dati
Anche la raccomandazione del Commissario federale per la protezione dei dati è stata praticamente ignorata dalla WEKO. Questi ha raccomandato alla WEKO nella sua decisione del 4 marzo 2020 – a condizione che Swissterminal accettasse l’anonimizzazione dei dati personali – di concedere l’accesso completo alle informazioni richieste.
Tuttavia, la WEKO non solo non ha seguito questa raccomandazione del Commissario federale per la protezione dei dati. Contrariamente alle disposizioni di legge, la WEKO ha anche omesso di emettere un provvedimento impugnabile d’ufficio. In questo modo, i diritti di Swissterminal sono stati nuovamente violati in modo grave.
Ricorso al Tribunale amministrativo federale
Per questo motivo, Swissterminal ora presenta un ricorso contro la WEKO al Tribunale amministrativo federale. In esso si richiede che la WEKO venga istruita a concedere a Swissterminal l’accesso completo ai documenti pertinenti, secondo la raccomandazione del Commissario federale per la protezione dei dati.
Eventualmente, si richiede che la WEKO venga istruita ad abbandonare il suo atteggiamento di rifiuto e a emettere un provvedimento impugnabile necessario secondo le disposizioni di legge.
Per trasparenza e concorrenza
Swissterminal è convinta che, con questo procedimento che comporta un notevole impegno, stia contribuendo in modo significativo a una giurisprudenza trasparente della WEKO e quindi a una concorrenza funzionante in Svizzera.
Foto: @ Swissterminal
www.swissterminal.com[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]





