
Kales rappresenta Finnair Cargo in Svizzera
01/07/2026 alle 13:51Il Bundesamt für Zoll und Grenzsicherheit (BAZG) ha scoperto un ampio caso di contrabbando d’oro, in cui oltre 230 kg di gioielli usati sono stati introdotti illegalmente dall’Italia in Svizzera. Le indagini hanno rivelato che i gioielli sono stati fusi e rivenduti senza essere stati dichiarati. L’IVA e i dazi doganali evasi ammontano a circa 800.000 CHF.
Indagini e arresti
Gli investigatori del BAZG hanno concluso un’inchiesta che riguardava tre accusati. Uno dei sospetti, un cittadino italiano di 56 anni, era già stato condannato in Italia per vari reati, tra cui riciclaggio di denaro e possesso illegale di armi. È stato arrestato in base a un mandato d’arresto dei Carabinieri ad Asti. Questi ultimi avevano condotto le indagini sulle persone coinvolte nel contrabbando in collaborazione con la polizia criminale del Ticino.
Il principale accusato aveva acquisito i gioielli usati in depositi di nomadi nel nord Italia e li aveva introdotti in Svizzera eludendo le formalità doganali. Attraversava il confine settimanalmente in punti di passaggio non permanentemente presidiati, senza dichiarare la merce nascosta negli zaini. Dopo l’importazione, ha consegnato l’oro a due ulteriori accusati residenti in Svizzera. Questi hanno venduto l’oro a un’azienda che possedeva un’autorizzazione valida del BAZG per la fusione di metalli preziosi. Tuttavia, tale autorizzazione è stata revocata all’azienda.
Contrabbando organizzato e ulteriori indagini
Le indagini hanno rivelato che i tre accusati facevano parte di una rete di contrabbando organizzata tra Italia e Svizzera. La cooperazione transfrontaliera tra diverse autorità, così come la collaborazione nazionale con la procura del Ticino, sono state decisive per il successo delle indagini. Queste hanno incluso osservazioni, scambio di informazioni, perquisizioni e sequestri congiunti.
In aggiunta, nel corso delle indagini sono emersi ulteriori rami del contrabbando di oro usato. Si tratta di circa 40 kg di oro usato, anch’esso contrabbandato dall’Italia in Svizzera e rivenduto. Sono ora in corso indagini anche su altri tre cittadini italiani residenti in Svizzera.
In totale, quindi, circa 230 kg di oro sono stati introdotti illegalmente in Svizzera, portando a un’evasione di IVA e dazi doganali per un valore di circa 800.000 CHF. Il BAZG stabilirà la pena nel corso del procedimento successivo.
Normativa e disposizioni sull’importazione
La legge federale sul controllo del commercio di metalli preziosi e prodotti in metallo prezioso (EMKG) regola il commercio di materie prime, materiali da fusione e prodotti di fusione, nonché di articoli in metallo prezioso come orologi e gioielli. I metalli preziosi comprendono oro, argento, platino e palladio. L’acquisto commerciale di metalli preziosi usati, la produzione di prodotti di fusione e l’analisi del contenuto dei prodotti di fusione sono attività soggette a autorizzazione. Secondo la normativa doganale, vige il principio dell’autodichiarazione, secondo cui tutte le merci importate o esportate devono essere presentate all’ufficio doganale competente e dichiarate durante la procedura doganale.






